Riceviamo e volentieri pubblichiamo il pensiero degli amici di Alzheimer Fest.

Care amiche e cari amici dell’Alzheimer Fest,

torniamo a farci sentire dopo giorni di silenzio e trepidazione, mentre ciascuno cerca di fare quello che può e quello che deve: per sopravvivere, per essere di aiuto.
Sapete, sappiamo, che l’Alzheimer Fest non è soltanto una festa, ma una comunità, un incrocio di persone ed esperienze che restano in sintonia nonostante la lontananza e le difficoltà.
E che difficoltà: nelle scorse settimane abbiamo scelto il silenzio, come forma di rispetto e partecipazione profonda.
A fine febbraio, prima che la tragedia del coronavirus riempisse il cuore e la mente di tutti, eravamo pronti a partire, per comunicare le cose belle che si andavano preparando per l’estate e la festa di settembre.
E poi tutto è cambiato: da giorni, ventiquattro ore al giorno, tanti che sono stati – e che sono – protagonisti del Fest vivono l’emergenza quotidiana negli ospedali e nei centri di cura di ogni parte d’Italia. Tanti, dagli artisti ai ristoratori, si ritrovano sospesi, senza lavoro. E soprattutto tante famiglie si trovano a dover superare, con i loro cari, spesso in solitudine, difficoltà ancora maggiori di quelle che già prima erano chiamate ad affrontare nella dura routine. E quanti lutti, quante vittime: tante persone i loro cari li hanno persi o li vanno perdendo in queste ore, nel modo più straziante, senza un saluto o una carezza, con un pugno di effetti personali lasciati in un sacchetto rosso posato sopra la bara, come abbiamo visto fare a Bergamo da mani pietose.

Ogni giorno è diventato un giorno del pianto. A febbraio speravamo che sarebbe stata questione di poche settimane, prima di poter rialzare la testa. Invece tutti noi ci troviamo a navigare a vista, abbarbicati a ogni attimo e incerti sul futuro, attoniti, travolti dal senso di impotenza e da una montagna di cose da fare.

E allora abbiamo deciso di scrivervi, oggi, per tramutare un silenzio pieno di rispetto in parole di affetto e vicinanza. Ci siamo, ci siete. Forse sembriamo tutti più lontani, sfilacciati, ma forse è soltanto l’apparenza. In fondo l’Alzheimer Fest è nato per mettere insieme persone che non sempre si trovano, e anche persone senza voce che non immaginano di essere orchestra. Ci dobbiamo sforzare, perché è l’idea stessa di festa a renderci silenziosi, per pudore e ragionevolezza: come si può pensare, in queste condizioni, di fare una festa?

Viene più spontaneo appenderla “alle fronde dei salici”. Ma adesso vorremmo provare a ricominciare, se non proprio a cantare, almeno a darci una voce. Nelle prossime settimane cercheremo di usare gli spazi virtuali del Fest, dai social al sito Internet, per qualcosa di utile, qui e ora, nello stile che sapete. Essere un piccolo strumento di raccordo, ospitare chi fatica a sentirsi accolto, provare a strappare un sorriso a chi ultimamente ne ha visti pochi.

Quanto alla festa-festa, alle varie iniziative targate Alzheimer Fest in programma dall’inizio dell’estate fino all’appuntamento di Cesenatico dall’11 al 13 settembre, chissà. Se ci saranno le condizioni, faremo tutto. C’è ancora tempo, e ci sono tante cose da fare, prima: per sopravvivere e per essere d’aiuto. Ma in ogni caso, a ogni modo, ci siamo, ci saremo. Chiamate, scrivete. Il viaggio insieme continua.
Portiamo con noi anche Natale. Ve lo ricordate? Il pastore di Ledro, il pastore delle pecore di polistirolo che aveva stregato pure le Iene in tv. Ci hanno detto gli amici del Trentino che è stato uno dei primi ad andarsene, a causa del Covid-19 (un numero che sembra già così inattuale). Ah, Natale. Lo incontravi al parco di Levico, gli dicevi “che bel cappello”, e lui subito se lo toglieva per offrirlo a uno sconosciuto: “Toh, te lo regalo”.

Cappelli e vite in regalo, fuori e dentro l’Alzheimer Fest. Noi ci crediamo, nonostante tutte le difficoltà, senza offesa per nessuno, oggi più che mai.

Un abbraccio
A presto
Michele Farina e Marco Trabucchi

Categorie: News

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